lunedì 6 febbraio 2012

IO...LADRA DI STELLE



OSSERVARE LE STELLE 
Si dice che quando si guardano   le stelle è come se si  volesse ritrovare la propria  dimensione dispersa nell'universo. Io prego , e attendo, i   miracoli che cerco non sono nel quotidiano. 

Il vero miracolo è nel vivere la vita con l'anima protesa alla gioia,  questa è la chiave per aprire tutte le porte.Prego e attendo, prego e mi osservo , prego e accolgo  il miracolo di essere felice 
 solo di vivere                     

Le stelle brillano sempre nel cielo ,e chi non si accorge di loro, non ha mai pensato di alzare gli occhi al cielo,ma se lo fa almeno una volta non smetterà mai di sognare.Voglio rubare i miei ricordi ,i miei pensieri per lavarli dalla noia e dalla tristezza,e stenderli al caldo sole.Così, odorosi di un fresco bucato,poi li indosserò come un bel abito nuovo.♥.

7 commenti:

Lina-solopoesie ha detto...

UN RICORDO .
La mattina del primo giorno di scuola fui accompagnata da mamma. Il primo pensiero non so se fu di paura, certamente ero agitata, non sapendo cosa mi aspettava. Finalmente in un aula insieme ad altra bambine subito notai la differenza, molto di loro vestivano perbene (era dopo la guerra ) portavano il grembiuli con canditi colletti e un bel fiocco. Per la prima volta forse capii nettamente che oltre al mio c’era un mondo diverso e questa volta ero costretta a vederlo tutti i giorni. I miei occhi assorbivano con apatia questa nuova scoperta, si perché tanta mie amiche di scuola sembravano delle bambole viventi ed io invece senza grembiuli senza fiocco e senza
merendina sentivo crescere dentro di me la vergogna e la miseria- L’insegnante dopo averci squadrate tutte fece la sua selezione, come capi di bestiame fummo divise dalle bambole viventi, a loro furono assegnati i primi posti, noi bambine già mortificate dalla vita, la scuola! la grande educatrice senza preamboli ci emarginò agli untumi banchi.. Si sa che le minoranze possono diventare pericolose ( e così fu ) forse per ribellione . Ricordo con dolore che un giorno per sottrarmi a una rigata sulla mano, nello spostarmi la mia maestra mi colpi il viso, dentro di me sentii per la prima volta l’odio verso di lei e la tanta decantata scuola e i suoi valori…
Non andai più a scuola .
Il sogno di diventare maestra mi fu rubato grazie proprio alla cattiveria della scuola e dall'ignoranza
DELLA MIA..... INSEGNANTE.

✿ chica ha detto...

Lindo,Lina!!!um beijo,tudo de bom,chica

modna50 ha detto...

felice settimana a Te

lui ha detto...

ciao... che bello il tuo ricordo del primo giorno di scuola..
che belli i ricordi..che si portano nel cuore...sono i ricordi che riempino di sogni il cuore...
ciao..un sorriso.luigina

Lina-solopoesie ha detto...

CARA LUIGINA .
I ricordi non sempre sono belli . Non credo che ci siano persone che non ricorda mai un momento morto in cui non è successo nulla nella sua infanzia .I ricordi belli o brutti che siano fanno parte di noi della nostra esistenza,e non li possiamo ignorare ma non li possiamo neppure cancellare. Certo piangersi addosso non serve a nulla .
ma possiamo conviverci ed integrarci con questi altri momenti di vita vissuta,con sentimento positivo.Quindi è folle desiderare di non avere memoria per non soffrire ad un ricordo !La vera vita è anche sopportare e superare la sofferenza ,e i ricordi sono la prova di quello che siamo diventatie ciò che siamo oggi .
BUONA NOTTE TVB Lina

Lina-solopoesie ha detto...

CIAO CHICA .
Grazie della visita , era da tanto che non venivi da me , e io pure da te da te .Ora e tardi . domani vengo da te e rimedio subito .
BUONA NOTTE LINA

Lina-solopoesie ha detto...

(TRATTO DAL MIO DIARIO )

REALIZZARE UN SOGNO.
Da bambina il mio più grande sogno era quello di sapere leggere e scrivere, perchè volevo fare la scrittrice . Studiare mi piaceva molto, ma non ho avuto il coraggio di lottare per rivendicare il mio diritto di andare a scuola. In tarda età ho iniziato a scrivere. I miei scritti! che difficoltà ho trovato nello scrivere. Non crediate che sia stato facile. Scrivevo cancellavo, essendo gli scritti confusi e indecifrabili, sono ricordi di quanta fatica mi sia costato imparare. Sembrava quasi che la fatalità costringeva la mia mente a esprimere i suoi giudizi e le sue affermazioni. Scrivevo come se la penna pesasse quanto una perforatrice elettrica "vibrante" per l'incertezza, e il tremito delle mani e, quindi quel poco che so l'ho imparato da sola. Per questo non ho potuto imparare bene ne i verbi e ne coniugazioni. Non conosco ne storia ne geografia, non capisco dove vanno i punti ne le virgole e tante altre cose per rendere migliori i pensieri che tento di
scrivere. Di matematica non ne parliamo proprio! Eppure ho dovuto leggere e studiare nel grande libro della vita e imparare tutto a mie spese. In questo libro le virgole e i punti non erano quei bei puntini tracciati dalla penna ma, piuttosto espressioni di bella scrittura ma!lotte quotidiane Ho camminato tra le pagine di quel grande libro attingendo il male e, da questo ho imparato cosa era il bene e con prepotenza ho rubato a questa vita un po di gratitudine per me.Oggi so che nella grande enciclopedia della vita e scritta anche la mia storia, una storia scritta giorno giorno e, visto che la matematica non è il mio forte ,quanti siano i giorni di guerra vissuta ,questo non lo so. E vero che con un po d'impegno avrei appreso tutte le nozioni che un libro di scuola può dare. Ma a che mi sarebbe servito se la vita aveva per me programmi diversi?. Questi programmi ho cercato di assolverli nei migliori dei modi, se poi c'è stata una fuoruscita un po sballata. Non ha nessuna importanza. tanto solo io
CONOSCO ME STESSA .